Testadipazzo

by Jonathan Lethem | Literature & Fiction |
ISBN: 88-438-0248-8 Global Overview for this book
Registered by Chabbba of Taranto, Puglia Italy on 6/11/2010
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Journal Entry 1 by Chabbba from Taranto, Puglia Italy on Friday, June 11, 2010
Per Testadipazzo, al secolo Lionel Essrog, perfino un poco di buono come Frank Minna può essere considerato un benefattore. Lionel vive in un orfanotrofio e per giunta è afflitto dalla sindrome di Tourette, rara malattia che combina una serie di vistosi tic fisici e comportamenti compulsivi con un linguaggio sconnesso e convulso. Lui e altri tre ragazzi diventano gli Uomini di Minna e agiscono sotto la copertura di un'agenzia investigativa con servizio di noleggio Limousine annesso. Un giorno Minna viene trovato in un cassonetto, pugnalato da un misterioso aggressore, di cui, morente, non vuole svelare il nome. Così Lionel, pur dovendo fare i conti con la sua Tourette e con un amore impossibile, si trasforma in investigatore, vero stavolta.



Lista Ring:


devonpennyblack [Imperia]
claudia1964 [Macerata]
marnes [Firenze]
MartinaViola [Latina] ===> Il libro è qui dal 08 ottobre 2010
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Journal Entry 2 by devonpennyblack at Bordighera, Liguria Italy on Thursday, July 15, 2010
Arrivato.

Journal Entry 3 by claudia1964 at Civitanova Marche, Marche Italy on Saturday, August 14, 2010
Arrivato oggi

Journal Entry 4 by claudia1964 at Civitanova Marche, Marche Italy on Saturday, September 11, 2010
E' un giallo con caratteristiche peculiari: la trama gialla c’è, c’è l’omicidio di Frank Minna, un piccolo boss italoamericano invischiato con la mafia e con affari made in Japan; c’è uno dei suoi Uomini, Lionel Essrog, soprannominato Testadipazzo, che si improvvisa detective per scoprire chi l’ha ucciso; ci sono tanti strani personaggi di contorno, che caratterizzano la storia come fosse una pellicola cinematografica (a proposito, ho letto che c’è un progetto di trarre un film da questo libro, che secondo me è adattissimo allo scopo), magari di Woody Allen. Ma andando avanti con la lettura, l’attenzione del lettore non è concentrata tanto sulla trama gialla, ma sui protagonisti: Lionel Essrog e la sua sindrome di Tourette.
Lethem riesce ottimamente a stemperare il lato drammatico con i toni fantastici, a volte surreali, dell’incontenibilità linguistica e corporea di Lionel Essrog, personaggio verso il quale si prova un mix di tenerezza ed affetto, che non impediscono di trattenere un sorriso per gli effetti sbalorditivi che le sue ossessioni, che puntualmente compaiono nei momenti meno opportuni, provocano su chi si trova di fronte. Un personaggio con il quale si rimane invischiati, con le sue frasi sconnesse, i colpetti alle spalle, i baci e le sue ossessioni numeriche.
Il mio primo incontro con Lethem è stato positivo, ora ho da leggere quello che dicono sia il suo capolavoro, “la fortezza della solitudine”.

Journal Entry 5 by marnes at Firenze, Toscana Italy on Friday, September 17, 2010
è da me

Journal Entry 6 by marnes at Firenze, Toscana Italy on Friday, October 01, 2010
davvero una bella lettura.
ha la struttura e la cadenza di un giallo hard boiled ma è piu di un semplice giallo.è una storia drammatica ricca di personaggi di contorno ma caratterizzata soprattuto dai due protagonisti:Lionell Essrogg e la sua Tourette.
sono loro a rendere peculiare e indimenticabile questo libro
partito per Martinaviola

Journal Entry 7 by MartinaViola at Latina, Lazio Italy on Friday, October 08, 2010
sto ancora leggendo "la fortezza della solitudine", quindi mi ci vorrà un po' per arrivare a questo testadipazzo! :)

Journal Entry 8 by MartinaViola at Latina, Lazio Italy on Tuesday, June 28, 2011
Dopo l'incanto vissuto con La fortezza della solitudine, sono tornata a leggere Lethem.
Se penso a quello che ho provato durante la lettura di Testatipazzo, ormai ripubblicato con il titolo Brooklyn senza madre, dall'originale Motherless Brooklyn, sento di nuovo quell'espressione beata, un po' stupida, che mi si srotola sulla faccia. Forse dipende dal fatto che quando incontro un autore così, uno con cui ho una tale affinità che mi viene voglia di comprargli i fumetti e portarmelo al mare, quello che racconta passa in secondo piano, perché quello che conta veramente è la sua voce: il modo che ha di trasfigurare il paesaggio con le sue parole, di mettersi in bocca il mondo, plasmarlo e colorarlo, per poi risputarlo sulla pagina.
La sua Brooklyn me la immagino con i palazzi costruiti con le sillabe ammassate una sull'altra: strutture semantiche, imponenti come sculture di parole, in cui si può entrare attraverso i buchi delle O o di altre lettere forate. Ho passato qualche giorno a vagare per la città di Lethem, per le stanze innalzate dalle sue parole e per le strade che ha tracciato con le dita, e non avevo nessuna voglia di tornarmene a casa!

"La parola è tutto".
Comincia così la storia raccontata da Lionel Essrog, il Testadipazzo del titolo affetto dalla sindrome di Tourette: un narratore costretto a sfamare la sua malattia prima di poter passare al resto. Tutti i suoi rituali ossessivo-compulsivi diventano familiari nel giro di poche pagine, dai tocchi sulla spalla dell'interlocutore alla sua mania di mangiare cinque o sei panini, a seconda del numero su cui è fisso il suo cervello.
Lethem parte in quarta, come fa anche nella Fortezza, e scaraventa subito il lettore nel vivo dell'azione: le parole si susseguono a ritmo sincopato, trascinando chi legge da un appostamento a un inseguimento, in compagnia degli Uomini di Minna. Dopo un primo capitolo adrenalinico, il battito rallenta e l'autore ci offre la ricostruzione della vita del suo protagonista, dall'orfanotrofio fino alle dipendenze di Frank Minna: l'uomo con più agganci di tutta Brooklyn, almeno agli occhi del giovane e malleabile Essrog.
L'entrata nel mondo di Minna significa per Lionel l'acquisizione di un nuovo linguaggio: un cambiamento che sottolinea un diverso punto di vista, un'altra prospettiva. Essrog, infatti, conosce il mondo attraverso un linguaggio tutto suo che spesso si sovrappone a quello convenzionale, rimodellandolo di volta in volta.
"Pur collezionando un sacco di parole, le custodivo come un rapitore sadico custodisce la sua preda, piegandole, amalgamandole, smussandone gli angoli, ordinandole in alte pile pericolanti, e invece di pronunciarle le traducevo in spettacolo fisico, in coreografia maniacale".

"Un Tourette può anche essere l'Uomo Invisibile" ci rivela quel Testadipazzo di Essrog: un'affermazione che fa il paio con quel suo sentirsi affine ai personaggi strampalati di un fumetto surreale.
Lionel è fatto così, ha un braccio di carne e uno disegnato a china e nella mente gli ribollono parole mutanti, ma in fondo è solo un uomo che cerca di costruirsi una storia, qualcuno o qualcosa a cui appartenere. Ecco perché si butta a capofitto nella risoluzione del caso più importante della sua vita e finisce per inciampare nelle più rocambolesche delle situazioni, suscitando empatia e risatine nella giusta quantità, senza mai strafare.
Testadipazzo è un personaggio molto umano, ma pieno di spigoli e di sovrastrutture generate dai suoi innumerevoli tic, qualcuno che probabilmente non riusciremmo nè a conoscere nè tantomeno a capire nella vita di tutti i giorni, ma a cui ci affezioniamo nelle pagine di Lethem.
Anche questa è la magia della letteratura!

Commento con immagine sul mio sito Il colore dei libri

Grazie Chabbba per la splendida lettura!
Testadipazzo finalmente torna a casa! :D

Journal Entry 9 by Chabbba at Taranto, Puglia Italy on Monday, August 01, 2011
Tornato a casa sano e salvo... grazie a tutti per averlo sfogliato e lasciato
un po' delle vostre sensazioni tra le pagine, a presto!

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