Che la festa cominci

by Niccolò ammaniti | Literature & Fiction |
ISBN: Global Overview for this book
Registered by devonpennyblack of Bordighera, Liguria Italy on 11/13/2009
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16 journalers for this copy...
Journal Entry 1 by devonpennyblack from Bordighera, Liguria Italy on Friday, November 13, 2009
Ho letto tutti i suoi libri e Ammaniti è uno dei miei scrittori preferiti. Quest’ultimo romanzo non è solo divertente, ma dissacrante: è la metafora di una società che ha perduto il senso dei valori e della morale; mette alla berlina i vip e il loro mondo ridicolizzandoli all’estremo. Lo stile è sempre quello satirico-surreale a cui ci ha abituato, le storie e i personaggi grotteschi e improbabili. Questo libro riporta forte alla memoria il caro vecchio Fango.
La sgangherata setta satanica delle Belve, il famoso scrittore in crisi creativa, il palazzinaro di Mondragone, tutti personaggi esilaranti. Ho trovato la parte centrale un po’ lenta, ma poi il ritmo torna incalzante e non ci si riesce a staccare dal libro.

RING APERTO

Lista dei partecipanti:
seabirdsilvi * 20/09/2013
martinaviola
piccinella
heri77
anele83

Journal Entry 2 by conteRoccabruna from Sanremo, Liguria Italy on Wednesday, November 18, 2009
è nelle mie mani!

Journal Entry 3 by conteRoccabruna from Sanremo, Liguria Italy on Monday, November 30, 2009
Esagerato!! Insomma tra Fabrizio Ciba, Saporelli e il veterano scrittore mi sembra che Ammaniti si perda in un compiaciuto e autoironico com'ero, come vorrei essere e come sono diventato (mi auguro di no, per lui!). Il fatto è che Ciba fa proprio orrore e ribrezzo: spero per Niccolò che abbia un po' più di stima per la categoria e per se stesso!
Il romanzo fantasmagorico e picaresco, si avventura in modo dissacrante e corrosivo nella società dell'apparenza televisiva, descritta come vuota e insignificante. Villa Ada racchiude la metafora della vita urbana contemporanea tra trogloditi in Porche-Cayenne; uomini-gorilla regrediti alla ricerca di una primitiva libertà rubata e out-sider disperati servitori del Maligno. Quando non ci sono più regole né morali né estetiche, le figure di merda sono un'apoteosi del mettersi in mostra, che è l'unica strada di affermazione del sé.
Quoto i due burini Mistic e Silvietta, perché almeno il rogo di Zombie non sia stato vano... Troppo vera e così "stonata" mi è sembrata invece la cantante Larita.
Devo riconoscere però che questa storia surreale mi ha fatto compagnia e mi ha distolto da un viaggio ferroviario allucinante, sorreggendomi nel buonumore. In conclusione questo romanzo è un delirio, che per certi versi si avvicina più alle corde di uno Stefano Benni piuttosto che all'Ammaniti di "Come Dio comanda", che mi è sembrato più potente!

Journal Entry 4 by conteRoccabruna from Sanremo, Liguria Italy on Tuesday, January 12, 2010
J.E. for Gilda:
"A me è piaciuto moltissimo: ma a me piace proprio lui come affronta le storie, scrivesse anche la lista della spesa credo che ne sarei entusiasta allo stesso modo!"
In partenza vs Towandaaa

Journal Entry 5 by Towandaaa from Peccioli, Toscana Italy on Friday, January 29, 2010
arrivato

Journal Entry 6 by Towandaaa from Peccioli, Toscana Italy on Tuesday, February 16, 2010
I personaggi sono stati presentati nella prima parte con toni piuttosto marcati, calcando molto la mano sui loro difetti, le loro debolezze, le loro meschinità. Ma ciò è consustanziato all’essenza del romanzo satirico, che si estrinseca proprio, di solito, nell’esagerare gli elementi da mettere in ridicolo. Alcuni passi sono davvero divertenti: in particolare mi ha divertita la scelta di definire ”carina” l’idea della profanazione di un cimitero (!). Mi piace quando l’umorismo scaturisce dall’accostamento di termini in palese contrasto tra loro. Anche perché ciò è molto spesso promettente, nei romanzi umoristici di un certo spessore, in riferimento a sviluppi di riflessione anche seri (e mi riferisco con ciò ai concetti espressi in tema di “sentimento del contrario” nel saggio “L’umorismo” di Luigi Pirandello).
Davvero divertente è stato anche l’episodio della presentazione del libro del premio Nobel ad opera dello scrittore Ciba: del tutto impreparato sull’argomento, ha saputo comunque inventarsi un intervento ad effetto che lo ha tolto dai pasticci e si è concluso con l’oscillare delle fiammelle degli accendini tra il pubblico, come ai concerti di musica pop ! Anche qui ho colto un esempio di divertimento non fine a se stesso, che si ricollega a quanto dicevo prima a proposito di Pirandello: in prima battuta, la reazione istintiva è quella del riso, ma subito dopo subentrano altre riflessioni, di carattere diverso. In questo caso: il funambolismo verbale di intellettuali, scrittori, critici, recensori, che potrebbe anche nascondere un vuoto di contenuti alla base ed essere solo un espediente per togliersi momentaneamente dagli impicci; e la creduloneria del pubblico, l’estrema facilità con cui è possibile trascinare ed entusiasmare un gruppo di persone che si lasciano acriticamente condurre sulle strade indicate dall’istrione di turno per i più svariati motivi (pigrizia intellettuale ? timore nell’ergersi come voce fuori dal coro ? acquiescenza passiva di fronte all’opinione espressa da altri ritenuti, a torto o a ragione, più meritevoli ?).
A un certo punto Ciba si interroga pensando “Quanto del mio successo lo devo ai libri e quanto alla televisione ?”. Mi sembra un interrogativo importante, soprattutto se lo riportiamo nel panorama della narrativa contemporanea, in cui molto spesso gli scrittori diventano anche uomini di spettacolo, ospiti o conduttori di talk-show, oppure si dedicano alla politica o ad altre attività, che ne incrementano la “visibilità” a livello mediatico. Se ciò sia un bene o un male non ho sicuramente io i mezzi per affermarlo: mi limito solo ad osservare che il cambiamento nell’immagine dello scrittore, rispetto agli scrittori di altri tempi, è stato radicale (e a volte il dubbio che ciò sia dettato in maggiore o minore misura da ragioni di marketing sorge spontaneo). Non importa andare a cercare esempi estremi come quello di Salinger (il primo che mi viene in mente, dato che se ne parla molto in questi giorni, dopo la sua scomparsa) per riconoscere quanta parte dell’immagine degli scrittori contemporanei dipenda dal loro mostrarsi attraverso i media, a differenza di quanto accadeva nei tempi in cui uno scrittore veniva valutato essenzialmente e direi anche esclusivamente in base a ciò che scriveva. Questo argomento è oggetto anche di una parte importante del libro di Alessandro Baricco “I barbari. Saggio sulla mutazione”: ve lo segnalo perché ci sono, secondo me, alcune considerazioni molto interessanti.
Con l’inizio della seconda parte si assiste a un progressivo cambiamento di toni che porta verso atmosfere noir quasi gotiche, solo a tratti interrotte da episodi che riprendono il tema satirico della prima parte (come il programma della festa che è veramente........tutto un programma ! e come alcuni passi in cui si denota il patologico egocentrismo di Ciba).
La festa che credevo sarebbe stata il nucleo fondamentale del romanzo si è rivelata invece una circostanza di sfondo su cui costruire il quadro disarmante di una folla di persone vuote, tra le quali emergono Ciba e i membri della sgangherata setta satanica.
Mentre Mantos e gli altri attraversano una metamorfosi che li rende più umani e che li porta a riconsiderare il proprio ruolo e la propria idea di se stessi, Ciba non fa che aggravare la pessima immagine di sè che ha dato fin dall’inizio del romanzo. Si compiace di indulgere nel proprio senso di superiorità confrontandosi con le persone comuni che non hanno “la responsabilità di dover dire cose intelligenti all’umanità” (!); si interroga sull’opportunità di partecipare alla festa non valutando l’evento in sè ma in base alla ricaduta che avrebbe avuto sulla sua immagine pubblica (e quando avverte il contrasto tra il suo essere scrittore di sinistra e il partecipare a una manifestazione contestata dai centri sociali, pur di prendervi parte ugualmente per il proprio narcisismo, si autoconvince che lo farà solo allo scopo di scrivere poi un articolo di fuoco su Repubblica !); di fronte al precipitare della situazione, tra morti e feriti, non esita a pensare di essere al centro di una vendetta architettata contro di lui per i suoi attacchi alla lobby dei boscaioli finlandesi e alla cucina cinese (!) e si appropria del romanzo altrui per tornare alle vette del successo. Un personaggio davvero squallido e odioso, circondato da molti altri che gli somigliano, e che compongono un quadro disarmante e avvilente di quella fetta della società votata esclusivamente all’apparire.

Di speranze ne lascia poche questo romanzo: la principale è che l’autore si sia lasciato prendere la mano esagerando.....ma si avverte che le tinte surreali e satiriche che ha usato dipingono un quadro che non si distacca molto dalla realtà !

Ho spedito ieri il libro a Vanigliacocco.

Journal Entry 7 by Vanigliacocco from Brescia, Lombardia Italy on Tuesday, February 23, 2010
Arrivato oggi. In coda

Journal Entry 8 by Vanigliacocco from Brescia, Lombardia Italy on Friday, March 12, 2010
A me non è piaciuto. Ci ho provato, capisco che Ammaniti scrive di certe cose per criticarle e lo fa sul filo del paradosso. Ma non è mi è piaciuto.
Partito ieri.

Journal Entry 9 by ikky from Greater London, Greater London United Kingdom on Friday, March 12, 2010
Arrivato oggi.

Journal Entry 10 by ikky from Greater London, Greater London United Kingdom on Sunday, March 28, 2010
La prima parte mi è piaciuta, i personaggi sono caratterizzati molto bene. La parte della festa non mi è piaciuta, troppo inverosimile per essere credibile,c'erano degli elementi esagerati anche nei capitoli precedenti, ad esempio gli atteggiamenti dei membri della setta satanica che ritengono sacrifici umani e orge cose da fare tutti i fine settimana, ma durante la festa l'assurdo raggiunge l'estremo, come se non fosse in linea con il resto del romanzo.
D'altra parte di questo autore mi è piaciuto molto Io on ho paura, molto, ma molto meno Branchie, mi sembrava una brutta imitazione di un romanzo-satira. La parte della festa non è a livello di Branchie, ma lo stile è simile.

Spedito a Fosca.

Journal Entry 11 by fosca06 from Bologna, Emilia Romagna Italy on Wednesday, March 31, 2010
Arrivato...inizia la lettura...

Journal Entry 12 by fosca06 from Bologna, Emilia Romagna Italy on Wednesday, May 05, 2010
Ho fatto fatica a finirlo...anzi qualche pagina è saltata...però non posso dire che non mi sia piaciuto in assoluto perchè benchè la storia mi paresse assurda il modo di scrivere di questo scrittore prende ugualmente...
i suoi personaggi sono tutti (volutamente?) antipatici e il primo in assoluto è lo scrittore...
certo non sarà il romanzo di Ammaniti che consiglierò perchè trovo gli altri più interessanti dove i personaggi possono benissimo essere persone che conosci e le vicende più realistiche...
quando uno scrittore si sforza di mettere scene per colpire il lettore e scade nell'inverosimile diciamo che io perdo l'interesse a proseguire la lettura...
la vicenda dei dissidenti russi non mi è piaciuta per niente
poi se devo trovare una morale diciamo che si avvicina molto al mio pensiero e cioè che l'uomo ha sempre meno rispetto per la vita umana stessa !!!!

Spedito ad Anatolla
Buona lettura

Journal Entry 13 by anatolla-bis at Roma, Lazio Italy on Monday, June 07, 2010

Journal Entry 14 by anatolla-bis at Roma, Lazio Italy on Saturday, June 12, 2010
ottima lettura!! e villa Ada poi... ero cosi presa leggendo che mi sono chiesta se davvero non fosse stata privatizzata ultimamente.. fino all'ultimo poi speravo in qualche atto di riabilitazione da parte dei due - tremendi - protagonisti.. invece no.. massacrati fino in fondo. provo a leggere le recensioni di anobii purtroppo sono 748 ma vedo che l'andamento e' piuttosto regolare uno lo adora, uno lo detesta un altro non lo reputa all'altezza e cosi via.. non penso comunque che la figura dello scrittore possa essere ritenuta autobiografica.
mi sono deliziata in questa villa Ada.."..la solita vecchia Villa Ada. Sterminata intricata, sporca, spinosa, tana di extracoumunitari senza permesso di soggiorno, di cani randagi e pantegane.... ciclisti vestiti come catarifrangenti, suonatori di bonghi, fumatori di canne, i vecchi seduti sulle panchine."
unisco un mio particolare omaggio alla bella Villa e il link al thread del gruppo Ammaniti su anobii
primo thread in cui ho letto che il titolo del libro doveva essere R.S.V.P.

Journal Entry 15 by armonia82 at Napoli, Campania Italy on Monday, July 05, 2010
E' con me! :-)

Journal Entry 16 by armonia82 at Napoli, Campania Italy on Wednesday, August 11, 2010
Una lettura piacevole e sicuramente orginale, anche se io preferisco l'Ammaniti di "Come Dio comanda" e "Ti prendo e ti porto via"!
Spedisco a Sweetluna. Grazie a devonpennyblack per questo ring! ;-)

Journal Entry 17 by SweetLuna at Canicattì, Sicilia Italy on Tuesday, August 24, 2010
Arrivato.

Journal Entry 18 by SweetLuna at Canicattì, Sicilia Italy on Tuesday, October 12, 2010
Devo ammettere che l'inizio non mi è sembrato molto promettente: il fatto che Ammaniti abbia cominciato il suo romanzo descrivendo i membri di una setta satanica e la loro intenzione di realizzare qualcosa di "grandioso" mi ha dato l'impressione di trovarmi di fronte ad una storia abbastanza comune e scontata magari ispirata a qualche reale fatto di cronaca accaduto negli ultimi anni. Al contrario, già dopo qualche pagina, le vicende narrate mi hanno totalmente conquistata: il modo scorrevole e scenografico di scrivere dell'autore, la sua ironia accattivante, le sue battute pungenti e i suoi dialoghi comici mi hanno fatto "correre" di capitolo in capitolo per arrivare ad un finale che è un'assoluta "esplosione" di originalità. Comunque tutto il romanzo è avvincente o meglio a tratti fa ridere, a tratti è triste e a tratti è raccapricciante ma mai eccessivo. I personaggi, anche se inventati, in qualche modo richiamano alla mente personaggi pubblici: insomma sono il ritratto di una società (la nostra) all'apice della decadenza. Proprio per questo motivo, alla fine, nonostante tutte le risate, resta un po' l'amaro in bocca.

Grazie ringmaster per questa lettura. Il libro è pronto a ripartire verso Gwiwenneth.

Journal Entry 19 by Gwiwenneth at Alphen aan den Rijn, Zuid-Holland Netherlands on Sunday, October 24, 2010
lo leggero'al piú presto !! grazie per il ring! Adoro Ammaniti !

Journal Entry 20 by Gwiwenneth at Alphen aan den Rijn, Zuid-Holland Netherlands on Monday, February 07, 2011
Non mi é piaciuto... un vero peccato!
Surreale e eccessivo nel suo surrealismo...
Mi faceva ridere solo la DURLINDANA... quella era una trovata simpatica... una "tamarrata" bellissima...
Grazie dell'opportunitá di lettura comunque :D

Journal Entry 21 by etna3300 at Linguaglossa, Sicilia Italy on Monday, March 07, 2011
Arrivato oggi.
Spedito, j.e. in ritardo visto che è già giunto a destinazione.

Journal Entry 22 by hydralux at Busto Arsizio, Lombardia Italy on Sunday, March 20, 2011
j.e. molto virtuale, non ho partecipato al ring ma avendolo appena letto volevo lasciare anche il mio commento...

Ammaniti mi piace, sia come stile che come contenuti, anche se questo libro in particolare l'ho trovato un po' troppo surreale, dalla festa in poi soprattutto.

I personaggi sono decisamente particolari, caratterizzati molto bene e... lineari fino alla fine.
Quel che mi ha colpito sono i personaggi "vip" e la loro caratterizzazione: durante lo svolgersi della festa escono una serie infinita di difetti, che però non si fatica per nulla a trovare credibili e reali, per quanto invece surreale sia tutta la situazione.
Solo la fine mi ha lasciata un po' perplessa, ma in effetti è perfettamente in linea con la storia.
Aggiungo solo che anche io mi sono chiesta se effettivamente Villa Ada fosse stata privatizzata (non essendo di Roma non la conoscevo proprio) e leggendo alla fine del degrado in cui si trova....peccato, peccato, peccato.

Journal Entry 23 by gothicrise at Livorno, Toscana Italy on Tuesday, May 10, 2011
Arrivato!

Journal Entry 24 by gothicrise at Livorno, Toscana Italy on Friday, June 15, 2012
E' il secondo libro di Ammaniti che leggo e non ne sono rimasta per niente delusa! All'inizio mi sembrava un pò stereotipato soprattutto la setta satanica e preferivo la storia di Ciba, poi man mano che le storie si intrecciavano mi ha sempre più coinvolto, addirittura a un certo punto ho odiato tutti i personaggi, cosa piuttosta rara visto che si tende sempre ad immedesimarsi ed affezzionarsi ad uno di solito. La storia è veramente pazzesca quasi inimmaginabile e questo la rende una genilata, la parte dei russi poi mi ha appasionato tantissimo, direi che nessun libro può essere paragonato a questo è davvero unico nella sua stranezza! Grazie a devonpennyblack che mi ha dato la possibilità di leggerlo!
Spedisco a lilly81

Journal Entry 25 by lilly81 at Genova, Liguria Italy on Friday, June 29, 2012
Appena arrivato!

Journal Entry 26 by lunabluxxx at Padova, Veneto Italy on Tuesday, August 06, 2013
Arrivato, grazie mille!


Journal Entry 27 by lunabluxxx at Padova, Veneto Italy on Wednesday, September 18, 2013
Mi è piaciuto ritrovare nella parte iniziale l'Ammaniti spiazzante e ironico di alcuni racconti di "Fango", ma anche in questo caso alla lunga la storia diventa un po' eccessiva e perfino splatter in alcuni passaggi. Comunque è stata una lettura piacevole.
Spedito ieri a Seabirdsilvi.

Journal Entry 28 by seabirdsilvi at Tower, Co. Cork Ireland on Friday, September 20, 2013
Arrivato in irlanda! che bello!

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