L'omonimo

by Lahiri Jhumpa | Literature & Fiction |
ISBN: Global Overview for this book
Registered by lisolachenonce of Pisa, Toscana Italy on 4/7/2007
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19 journalers for this copy...
Journal Entry 1 by lisolachenonce from Pisa, Toscana Italy on Saturday, April 07, 2007
Una storia molto toccante. Il racconto della vita dalla nastita all'età adulta di un figlio di immigrati bengalesi negli Stati Uniti. La difficile realtà di chi non si sente parte integrante di nessuna cultura, di nessun gruppo. Ogni tentativo di trovare una soluzione semplice a questo sradicamento finisce per fallire...

Journal Entry 2 by lisolachenonce at mani di un'amica in Pisa, Toscana Italy on Saturday, April 07, 2007

Released 12 yrs ago (4/9/2007 UTC) at mani di un'amica in Pisa, Toscana Italy

WILD RELEASE NOTES:

RELEASE NOTES:

è sempre la solita amica che dice che non si registrerà mai... ma io continuo a provarci!

Journal Entry 3 by francesina from Padova, Veneto Italy on Thursday, July 26, 2007
Arrivato ieri qui a Roma grazie a un bel ring dell'Isola!

Journal Entry 4 by francesina from Padova, Veneto Italy on Wednesday, August 01, 2007
Una bellissima lettura. Un libro che riesce grazie ad uno stile scorrevole ed una trama interessante a catturare l'attenzione del lettore e a condurlo a riflettere sulla precaria condizione non solo degli immigrati, di cui si intuiscono facilmente le nostalgie e le difficoltà, ma soprattutto degli immigrati di seconda generazione che vivono disagi non di ordine pratico come i loro genitori, ma personali, interiori e quindi più insidiosi. E' difficile sentirsi considerati come stranieri sia nel paese da cui la propria famiglia proviene che in quello dove si è nati e cresciuti; è dura sentirsi accettati ovunque soltanto a metà. E il tema del doppio nome del protagonista è metafora propio di questa doppia condizione, fatta da due identità non intere.
Ho apprezzato la naturalezza con cui l'autrice ha spostato la sua attenzione da Ashime a Gogol, illustrando così l'intero processo di adattamento e inserimento in un nuovo continente.
Forse un po' scontata la chiusura, non dal punto di vista della trama, che anzi riserva delle sorprese, ma per il modo di chiudere il cerchio scelto dall'autrice: certo, il riprendere tramite un piccolo colpo di scena l'aneddoto legato al nome del protagonista risulta in realtà molto naturale, ma ha secondo me un'impronta decisamente americana, ecco, adatta più che altro per un film.
Ad ogni modo è stata una lettura piacevolissima e suggestiva, davvero coinvolgente per me che vivo, seppur con molti meno disagi, la stessa condizione di Gogol.
Grazie davvero del ring, l'isola!

Journal Entry 5 by DevilKitty from Camogli, Liguria Italy on Tuesday, August 07, 2007
Arrivato sano e salvo!

Journal Entry 6 by DevilKitty from Camogli, Liguria Italy on Thursday, August 23, 2007
Un libro di grande bellezza e, forse, uno dei più malinconici che mi siano capitati per le mani. E non dico questo storcendo il naso, anzi, le vicende narrate sono così coinvolgenti, comprensibili e dolorose che entrano realmente in profondità, è impossibile che non "brucino" da qualche parte dentro il lettore. Dolce-amaro. Grazie al'Isola.

Attendo notizie dal prossimo corsaro in lista per rimettere il libro in viaggio.

Journal Entry 7 by Gahan from Ziano Piacentino, Emilia Romagna Italy on Monday, September 10, 2007
Arrivato! Va in coda a un altro ring...

Journal Entry 8 by Gahan from Ziano Piacentino, Emilia Romagna Italy on Friday, September 28, 2007
Interessante romanzo sui conflitti culturali sperimentati dagli immigrati e dai loro figli, sui diversi modi in cui entrambi si integrano nella nuova patria. Originale la "sotto-trama" sull'origine del nome del figlio (a voi non è venuta voglia di leggere qualcosa di Gogol???)
Lo stile della scrittrice è caldo, affascinante ed emozionante. Racconta una realtà dura e difficile ma la racconta bene.
Sono in attesa dell'indirizzo del prossimo corsaro per farlo ripartire.

Journal Entry 9 by pollastrella75 from Bologna, Emilia Romagna Italy on Wednesday, October 03, 2007
Appena arrivato! :) giusto il tempo di finire l'ultimo della Vargas e poi sono tutta sua....




Journal Entry 10 by pollastrella75 from Bologna, Emilia Romagna Italy on Monday, October 15, 2007
E' un libro che colpisce e cattura. L'autrice è bravissima a rendere le difficoltà dei vari personaggi che si confrontano con un mondo diverso da quello di origine. E' stato bello, soprattutto, entrare nei panni di Gogol e condividerne lo smarrimento, le incertezze e il suo non sentirsi totalmente parte di nessuno dei due mondi. Un gran bel romanzo di formazione.
Conto di farlo ripartire domani.

Journal Entry 11 by mickey81 from Lurago d'Erba, Lombardia Italy on Thursday, October 18, 2007
Arrivato!

Journal Entry 12 by mickey81 from Lurago d'Erba, Lombardia Italy on Monday, December 03, 2007
Bellissimo libro,un'opportunità per cominciare a capire le emozioni che prova chi è lontano da casa e vive in un mondo completamente diverso dal proprio.
Grazie lisola,il ring ripartirà al più presto!


Journal Entry 13 by maddap from Milano, Lombardia Italy on Monday, December 10, 2007
Arrivato, va in coda ad altri ring.

Journal Entry 14 by maddap from Milano, Lombardia Italy on Sunday, January 06, 2008
Un libro toccante che fa riflettere sulle diverse identita' che una persona puo' assumere, identita' che il protagonista associa ai suoi diversi nomi. E' descritta molto bene la difficolta' di costruirsi un'identita' quando ci si trova in un ambiente diverso da quello di origine, a cavallo tra due mondi, quello bengalese della famiglia di origine, e il proprio, che non e' ancora pienamente quello del paese in cui si vive. Si sovrappongono ai problemi legati all'immigrazione quelli di relazione e ricerca di identita' rispetto ai propri genitori. Mi e' piaciuta molto la figura di Ashima, il personaggio piu' "solo" di tutta la storia. Grazie ringmaster!

Journal Entry 15 by manulina on Tuesday, January 22, 2008
Arrivato

Journal Entry 16 by Franciek from Firenze, Toscana Italy on Tuesday, April 01, 2008
arrivato!

Journal Entry 17 by Franciek from Firenze, Toscana Italy on Thursday, May 08, 2008
Succede molto di rado che io veda un film prima di averne letto il libro, ma questa volta è andata così! E per la prima volta da che mi ricordi, sia il film che il libro mi hanno stra-entusiasmato! Grande plot narrativo, commovente e affascinante la storia dei genitori di Gogol, toccante la crescita interiore del ragazzo.
Come il destino possa essere legato a filo doppio con un nome!
Confesso che l'anno scorso, dopo essere uscita dal cinema, mi sono fiondata a comprare "Il Cappotto". :-)
Lo spedisco stamani a Claudia1964.

Journal Entry 18 by claudia1964 from Civitanova Marche, Marche Italy on Friday, May 16, 2008
E' qui con me.

Journal Entry 19 by claudia1964 from Civitanova Marche, Marche Italy on Sunday, July 06, 2008
Un bel libro, interessante, scorrevole e ben scritto. E’ la narrazione della vita di una famiglia indiana emigrata negli Stati Uniti: una storia semplice e malinconica sui rapporti tra genitori e figli, sulle loro esperienze, sui loro stati d’animo e sui loro conflitti. Alla fine della lettura mi ha lasciato uno strascico di malinconia, comunque è un bel libro che va letto.

Journal Entry 20 by mangelzoo on Saturday, July 12, 2008
arrivato ieri va in coda

Journal Entry 21 by tilly77 from Cesena, Emilia Romagna Italy on Friday, August 29, 2008
Arrivato!

Journal Entry 22 by tilly77 from Cesena, Emilia Romagna Italy on Thursday, November 13, 2008
Questo romanzo è pervaso da una opprimente malinconia, la nostalgia della prima generazione di immigrati e la ricerca di un'identità della seconda sembrano formare un pesante strato che impedisce ai protagonisti di vivere serenamente.
Molto bello il finale quando Gogol ritrova il libro regalatogli dal padre e finalmente si riconcilia con lui e con il proprio nome semplicemente cominciando la lettura...

Journal Entry 23 by tilly77 at -- via posta o passaggio a mano --, Emilia Romagna Italy on Thursday, November 20, 2008

Released 10 yrs ago (11/20/2008 UTC) at -- via posta o passaggio a mano --, Emilia Romagna Italy

CONTROLLED RELEASE NOTES:

CONTROLLED RELEASE NOTES:

spedito a sabella!

Journal Entry 24 by sabella from Napoli, Campania Italy on Tuesday, November 25, 2008
Arrivato da me!

Journal Entry 25 by sabella from Napoli, Campania Italy on Friday, December 19, 2008
Il libro riparte oggi. Grazie per il ring, un libro pieno di storie, scorrevole ma profondo nel descrivere gli stati d'animo di chi cerca la propria identità.

Journal Entry 26 by ermydave from Millesimo, Liguria Italy on Thursday, January 15, 2009
arrivato

Journal Entry 27 by svampyforever from Brugine, Veneto Italy on Monday, June 08, 2009
ARRIVATO! ;)

Journal Entry 28 by aly24j from Pradamano, Friuli Venezia Giulia Italy on Friday, July 31, 2009
Passatomi al MU di ieri "via Éowyn"!
Sono un po' incasinata ma cercherò di non tenerlo fermo più di tanto!!
EDIT 10 Agosto: in genere non mi piace portare i libri "nonmiei" in vacanza ma per questo, data la destinazione orientale (anche se non molto pertinente), farò un'eccezione: mi sono permessa di ricopertinarlo ed inizierò a leggerlo durante il lungo volo di stasera!!

Journal Entry 29 by aly24j from Pradamano, Friuli Venezia Giulia Italy on Tuesday, August 18, 2009
L'ho letto in due sere, qui in terra "straniera". Mi ha coinvolto tantissimo già dalle prime pagine(l'amore del nonno per i libri mi ha fatto venire voglia di affrontare certi "russi"). Ho dovuto interrompere la lettura dopo tre ore altrimenti non mi sarei fermata fino alla fine!
Affascinante la storia di Gogol, del suo cercare, in un momento drammatico della sua vita, rifugio nell'ambiente che gli è familiare dopo esserne fuggito per anni e tristissimo l'epilogo della scelta di "ripiego" inconsciamente effettuata da Moushumi.
Bellissimo il finale, anche per la "nuova" Ashima che presenta.
Grazie a Lisola, un altro libro bellissimo ed un'altra autrice da "segnare".
E dato che sono curiosa, sono andata su Wikipedia dove mi ha colpito questa frase When she began kindergarten in Kingston, Lahiri's teacher decided to call her by her pet name, Jhumpa, because it was easier to pronounce than her "good names".[5] Lahiri recalled, "I always felt so embarrassed by my name.... You feel like you're causing someone pain just by being who you are."

Contatterò la prossima corsara e spedirò al mio rientro (inizi settembre)!!

EDIT 10 Settembre 2009: spedito oggi (in buona compagnia) a MartinaViola

Journal Entry 30 by MartinaViola from Latina, Lazio Italy on Monday, September 14, 2009
appena arrivato, va in coda a qualche altro ring!
in allegato ho trovato anche Mendel dei libri...che fortunella che sono!

EDIT 14.12.09
Non sono riuscita a fare la j.e. di uscita, ringrazio lisolachenoncè per questo bel ring e lascio qui il mio commento...

Dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei...
Gli indiani dividono la propria identità in pubblica e privata: ognuno ha due facce, custodisce dentro di sè due diverse realtà, due nomi: un nome da inserire nei documenti ufficiali e da scandire in occasioni formali, e un nome da condividere solo con la propria famiglia e, per estensione, con la propria gente.
Ashima e Ashoke, appena sposati, si trasferiscono in America ma, al momento del parto, la lettera della nonna, contenente il nome "ufficiale" da dare al loro primogenito, non è ancora arrivata; in India non sarebbe stato un problema: la scelta del nome è un passo importante, da compiere solo dopo aver conosciuto chi lo porterà; in America, invece, non si può aspettare, bisogna pur scrivere qualcosa sul certificato di nascita!
In terra straniera, il nomignolo familiare diventa nome ufficiale: Gogol - chiamato così in onore del grande scrittore russo che in un certo senso salvò la vita a suo padre - crescerà in un limbo indefinito, non riuscendo a sentirsi nè indiano nè americano; il suo nome lo tormenterà nel corso dell'adolescenza, convincendolo ad adottare il nome che i suoi avrebbero scelto per lui - la lettera della nonna non arrivò mai a destinazione - se avessero potuto: Nikhil.
Nikhil non è più Gogol, oppure Gogol non è mai realmente diventato Nikhil?

Jhumpa Lahiri procede nella sua indagine con estrema delicatezza, evitando facili stereotipi: Gogol-Nikhil è nato in America ma i suoi genitori frequentano solo persone bengalesi, gli insegnano i riti tradizionali e ogni giorno sua madre prepara pietanze simil-indiane - non riuscendo mai a recuperare tutti gli ingredienti giusti - da mangiare con le mani; i viaggi in India, tanto bramati dai suoi genitori, sono per lui fonte di sofferenza: un aspiranteamericano lontano dai suoi amici, dalle sue piccole abitudini, dai suoi adorati hamburger!
Nel corso degli anni la confusione di Gogol avrà modo di confrontarsi con lo stile di vita delle sue partners, che gli mostreranno mondi in cui sentirsi a suo agio, evitando l'imbarazzo di stare con i suoi genitori, che, anche dopo tanti anni, sembrano essere fuori posto in America. Gogol cercherà di evitare il contatto con questa realtà che stona con il contesto, allontanandosi dalla sua famiglia, rifiutando così anche una parte di se stesso.
Purtroppo si comprende pienamente il valore di qualcosa solo quando ormai è finita, persa per sempre; sembra una banalità, ma è così: il dolore ci apre gli occhi.
Passo dopo passo, Gogol, come la stessa Jhumpa - credo ci sia una forte componente autobiografica in questa storia, imparerà a riconoscere se stesso, indipendentemente dall'ambiente che lo circonda, e a sentirsi parte integrante di un mondo che ne comprende molti di più.

Journal Entry 31 by Towandaaa from Peccioli, Toscana Italy on Friday, December 11, 2009
arrivato (insieme a "Mendel dei libri")

Journal Entry 32 by Towandaaa from Peccioli, Toscana Italy on Monday, January 11, 2010
Questa lettura conferma l’opinione più che positiva che mi ero fatta di questa scrittrice dopo “Una nuova terra”, anzi, la incrementa: i temi sono gli stessi, il taglio è quello più ampio e approfondito del romanzo rispetto a quello più conciso dei racconti, ma non si ha la sensazione del già visto, già sentito.
Lo stile è così fluido, garbato e delicato, senza cadere nel nostalgico deteriore e nello struggente, che si rimane avvinti alla lettura anche senza che siano gli eventi della trama a destare attenzione e partecipazione. L’attenzione dedicata alla costruzione dei personaggi è tale che anche nei momenti in cui essa passa attraverso particolari minuti della vita quotidiana non si prova mai noia o fastidio, perché si percepisce che proprio attraverso questi piccoli dettagli la personalità di ognuno si manifesta e si offre al lettore. La storia è semplice: non banale, ma comune ai romanzi che trattano delle difficoltà di integrazione sociale degli orientali in occidente. L’analisi sottile della scrittrice però non si limita a ciò: esplora al contempo anche tutta una serie di altre difficoltà, come quelle derivanti da matrimoni combinati, dal contrasto “universale” tra genitori e figli, reso ancora più palese quando si tratta di famiglie di immigrati e, soprattutto, le peculiari difficoltà di integrazione degli immigrati di seconda generazione, che sono diverse da quelle dei genitori (al punto da essere definiti da una sigla specifica: gli ABCD, “American born confused/conflicted Deshi” – indiani disorientati/combattuti nati in America). Mentre i genitori conservano un legame più stretto con il proprio paese di origine, coltivano anche nella nuova realtà in cui vivono costumi e abitudine propri, tendono a frequentare connazionali emigrati come loro, i figli invece non si sentono più indiani ma ancora non si sentono americani, dimostrano insofferenza verso tutto ciò a cui i genitori continuano a dimostrare attaccamento, ma non sono ancora pronti per affermare la propria nuova identità “nazionale” aderendovi compiutamente.
La scelta di Gogol di cambiare nome, adottata forse con quella caparbietà dei neo-maggiorenni e sicuramente all’oscuro di quanto il nome “familiare” significasse nella storia del padre, avrebbe potuto rappresentare quel “salto” verso una nuova percezione ed affermazione di sé che avrebbe potuto renderlo “un po’ più americano”: ma così non è, perché le vicende della vita porteranno Nikhil a riconsiderare l’identità propria e la storia della sua famiglia, sia in termini assoluti, sia in termini relativi, confrontandosi, cioè, con le famiglie delle ragazze a cui si lega. Una metamorfosi che passa attraverso fasi di evoluzione, ma anche di involuzione, e che soprattutto, sembra non sia mai destinata a compiersi. In tal senso ho trovato molto significativo un pensiero di Ashima, che si colloca all’inizio del romanzo, ma continua a pervaderlo fino alla conclusione: “essere stranieri […] è come una gravidanza che dura tutta la vita, un’attesa perenne, una fardello costante, una sensazione persistente di anomalia” e “come la gravidanza, essere stranieri […] stimola la curiosità degli estranei, la stessa mescolanza di rispetto e compassione”.

Consegnerò il libro a lisolachenonce in occasione del prossimo meeting dei corsari pisani

Journal Entry 33 by ElenaEffe on Saturday, January 23, 2010
Preso al meetup di gennaio dei corsari pisani.

Journal Entry 34 by ElenaEffe on Thursday, February 18, 2010
La difficoltà di dover fare i conti con le proprie origini, sempre e comunque, nel bene e nel male.
Il lungo percorso di integrazione sociale e culturale - vissuto da punti di partenza opposti eppure complementari - di due generazioni: quella dei genitori, una coppia di bengalesi emigrati negli Stati Uniti, e quella dei figli, cittadini americani che però non riescono a scrollarsi di dosso il peso (la ricchezza?) di radici ormai lontane.

Molto bella la prima parte, quando la giovane coppia di emigrati avverte in modo ancora struggente la nostalgia per la terra natale da poco abbandonata.

"Perché essere stranieri, comincia a realizzare Ashima, è come una gravidanza che dura tutta la vita - un'attesa perenne, un fardello costante, una sensazione persistente di anomalia. E' una responsabilità ininterrotta, una parentesi aperta in quella che era stata la vita normale, solo per scoprire che la vita precedente si è dissolta, sostituita da qualcosa di più complicato e impegnativo. Come la gravidanza, essere stranieri, pensa Ashima, stimola la curiosità degli estranei, la stessa mescolanza di rispetto e compassione" (p. 69).

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