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Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio
by AMARA LAKHOUS | Other
Registered by maquantocimette of Roma, Lazio Italy on Thursday, July 19, 2007
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status (set by armonia82): travelling


22 journalers for this copy...

Journal Entry 1 by maquantocimette from Roma, Lazio Italy on Thursday, July 19, 2007

8 out of 10

A partire dall’omicidio di un losco personaggio soprannominato “il Gladiatore”, si snoda un’indagine che ci consente di penetrare nell’universo del più multietnico dei quartieri di Roma: piazza Vittorio. Forse basta mettere in scena frammenti di vita quotidiana intrecciati attorno all’ascensore, puntualmente all’origine di tante dispute condominiali, per comprendere il nodo focale del paventato, discusso, negato o invocato scontro di civiltà che assilla il nostro presente e il nostro futuro e infiamma il dibattito politico, sociale e religioso-culturale dei nostri giorni. Attraverso le voci dei vari protagonisti che di volta in volta salgono sulla scena per raccontare i loro drammi e i mille equivoci quotidiani - le paure e le incomprensioni di una vita costretta ai margini e schiacciata da simmetriche paure e diffidenze degli italiani con cui si trovano a contatto, dai luoghi comuni e dalla disattenzione emerge una realtà che tendiamo a rimuovere.

Ring:
anatolla
shandy
picchio
didone
rosencrantz
syro
towandaa
spacetave
serenaC11
lizzyblack
mimonni
italianeowyn
campalla
devonpenny
conteroccabruna
surfergirl
claudia1964
ermy
etnagigante
mangelzoo (da saltare)
tilly7
Emotionally
chiocciolina (il libro è qui )

 


Journal Entry 2 by anatolla from Bethesda, Maryland USA on Saturday, July 28, 2007

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libro qui!! milionew di grazie
forum 


Journal Entry 3 by anatolla from Bethesda, Maryland USA on Wednesday, September 19, 2007

9 out of 10

il libro l'ho letto a elba island alla fine di luglio, non posso credere di non aver fatto j.e. e di non sapere quando e come l'ho spedito. ma l'ho spedito prima del 6 agosto!!!! 


Journal Entry 4 by shandy from Busana, Emilia Romagna Italy on Tuesday, January 08, 2008

8 out of 10

Il libro è arrivato da un secolo, ma io mi sono dimenticata di fare la j.e. Scusatemi...
L'ho letto ieri, finalmente, e mi è piaciuto molto. Divertente e intelligente, spunto per riflessioni e letture (devo annotarmi tutti i titoli, quelli arabi in particolare, citati...)
Grazie maquantocimette per il ring, prometto di farlo ripartire al più presto, anche se penso che prossimamente sarò un po' "impegnata"... 


Journal Entry 5 by il-picchio from Verona, Veneto Italy on Thursday, June 05, 2008

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tradimento!!!!
ho passato il ZenamunZ a fuggire da chiunque cercasse di passarmi un ring, poi mi ritrovo davanti questa giuovine madre di famiglia che, brandendo un sonaglino a forma di coniglio-asssìno, distoglie la mia attenzione dal fatto che mi sta cacciando in mano un libro.
ed ecco che mi ritrovo ad avere in casa un ring che dovevo leggere, tipo, dopo altre 14 persone.....
non ho parole (solo parolacce) ;-p 


Journal Entry 6 by il-picchio from Verona, Veneto Italy on Sunday, July 20, 2008

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letto in un pomeriggio al sole con vero entusiasmo!
ogni pagina uno spunto, un sorriso, una riflessione nuova: davvero un libro notevole!
grazie per avermi fatto scoprire un autore che seguirò sicuramente, passo alle concittadine (ma che siano veramente italiane poi? la Rosen secondo me è austriaca... ho dei sospetti...) non appena mi danno il via

EDIT: (passato a Didone che, come sempre, si dimenticherà di fare la j.e... scommettiamo?) 


Journal Entry 7 by Rosen from Verona, Veneto Italy on Saturday, October 11, 2008

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Arrivato nelle mie mani attraverso Didone.
Spero di cominciarlo al più presto.
Grazie, intanto.

EDIT: scommessa vinta :D 


Journal Entry 8 by Rosen from Verona, Veneto Italy on Tuesday, October 14, 2008

9 out of 10

Spiazzante.
No, davvero, spiazzante.
Non avevo idea di cosa mi sarei trovata davanti con questo libro, e adesso ne sono entusiasta.
Originale, divertente, triste e malinconico, avvincente, costruito in modo magistrale.
Non c'è un solo personaggio che non mi sia piaciuto, tranne forse Valentino, che alla fine non riuscivo a non immaginare come un topo-cane fastidiosino, col cappottino verde e il collare di strass ;D
E' bellissimo come un autore algerino sia riuscito a descrivere, immedesimarsi (credo), così bene in personaggi così diversi per cultura e origini. All'interno della stessa Italia addirittura!
Grazie un mucchio, mi è piaciuto tantissimo (per caso non si fosse capito). 


Journal Entry 9 by syro from Reggio Emilia, Emilia Romagna Italy on Wednesday, November 05, 2008

8 out of 10

ora è qui da me!
grazie per il ring! 


Journal Entry 10 by Towandaaa from Peccioli, Toscana Italy on Friday, December 12, 2008

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arrivato 


Journal Entry 11 by Towandaaa from Peccioli, Toscana Italy on Monday, December 22, 2008

6 out of 10

Ho letto un grande entusiasmo nelle J.E. di chi mi ha preceduto, ed in effetti il libro si legge davvero volentieri, ma nel complesso la mia opinione è un po’ più “fredda” delle precedenti.
E conosco anche il motivo di ciò: nel leggerlo, fin dall’inizio, non ho potuto fare a meno di notare quanto ricalcasse la struttura di un altro libro che ho letto recentemente: “Donne informate sui fatti” di Carlo Fruttero. L’unica differenza tra questi due romanzi è che in “Scontro di civiltà….” ci sono gli “ululati” di Amedeo ad intercalare i diversi capitoli in cui ogni personaggio offre la propria testimonianza e la propria convinzione sull’accaduto. Ululati che inizialmente non sapevo nemmeno ben individuare: pensavo a pagine estratte da un diario, o da un blog, riprodotte nel testo non in base ad un ordine cronologico ma in base all’attinenza con quanto raccontato nel capitolo precedente. Solo alla fine ho capito trattarsi di una serie di “flash” prodotti dalla mente di un uomo che si trova in un particolare stato (che non svelo per non rivelare l’epilogo).
Ma oltre alla nettissima somiglianza con il romanzo di Fruttero, c’è anche un altro dato negativo, a mio parere: la ripetitività della struttura. In ogni capitolo il personaggio di turno esordisce parlando di sé e dei rapporti con gli altri personaggi, poi passa a esprimere la propria opinione su Amedeo e la propria convinzione sulla possibilità che sia quest’ultimo oppure un altro soggetto il colpevole del delitto. E in ogni “ululato” Amedeo racconta dal proprio punto di vista gli episodi che già abbiamo letto, e offre la propria versione. Trovo che a lungo andare questo possa stancare un po’.
Altra pecca, a mio avviso, i numerosissimi stereotipi, luoghi comuni, preconcetti, personaggi da macchietta che appesantiscono il racconto: capisco che l’intento dell’autore fosse proprio quello di metterli in risalto, ridicolizzarli e quindi criticarli, ma mi sembra che si sia fermato alla prima fase del suo progetto, e non abbia portato a compimento il proprio disegno screditando gli atteggiamenti che in diversi gradi, dal sospetto alla vera e propria xenofobia, sono comunque esecrabili.
Ecco: mi è sembrato che il tema delle difficoltà nell’integrazione in una società multietnica sia rimasto al livello di “ritratto”, senza approfondimenti importanti, e che venga addirittura surclassato dall’altro tema fondamentale del romanzo, quello del relativismo, della molteplicità (e non univocità) della verità, che trova tante espressioni quante sono le persone che si accingono a ricostruirla. Questo è un tema che mi è molto caro, da fanatica pirandelliana quale io sono, e trovo che per questo aspetto l’autore abbia dato buona prova di capacità nell’indagare dinamiche così reali e al tempo stesso così sfuggenti.
Infine, ci sono pagine che mi hanno divertita davvero molto: in particolare il capitolo in cui la proprietaria di Valentino arriva ad ipotizzare una serie di provvedimenti da adottare in risposta al rapimento del cane, in una climax ascendente che va dalle indagini presso le diverse comunità extracomunitarie della zona fino a prese di posizione di politica internazionale. Dato che l’argomento nello specifico era più “leggero” rispetto alle drammatiche condizioni degli immigrati e dato che trovo eccessivi e non condivisibili gli atteggiamenti che fanno del migliore amico dell’uomo un essere antropomorfo, ho trovato davvero spassose queste pagine !

 


Journal Entry 12 by spacetave from Torino, Piemonte Italy on Saturday, January 03, 2009

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Arrivato prima delle festività natalizie, ora è in coda. 


Journal Entry 13 by spacetave from Torino, Piemonte Italy on Monday, April 06, 2009

8 out of 10

Libro scritto da un immigrato quindi importante per capire problemi, difficolità, ostacoli e pregiudizi affrontino o abbiano dovuto affrontare gli immigrati nel nostro paese.
Forse troppo caricaturati i personaggi (sicuramente non siamo tutti così) ma la logica del romanzo è di presentare figure tipo che suscitino sentimenti netti e forti di simpatia/antipatia.
Alla fine ne esce una lettura piacevole, a tinte gialle e con strani ululati. Certo c'è ancora molta strada da fare per un'integrazione tra le varie culture con cui conviviamo oggi, magari questo romanzo ci aiuterà tutti un pò. 


Journal Entry 14 by serenaC11 from San Daniele del Friuli, Friuli Venezia Giulia Italy on Monday, May 11, 2009

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Arrivato e in lettura! 


Journal Entry 15 by winglizzyblackwing from Ponte Lambro, Lombardia Italy on Friday, June 12, 2009

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E' qui! 


Journal Entry 16 by winglizzyblackwing from Ponte Lambro, Lombardia Italy on Sunday, June 14, 2009

8 out of 10

Intanto, devo ammetterlo, non avevo capito che fosse una specie di "giallo" :P Letto in questo caldo pomeriggio di giugno, devo dire che mi ha divertito. Ho apprezzato anche l'esagerazione degli stereotipi usati per descrivere i personaggi, un po' perchè questi li rende tutti divertenti (anche quelli evidentemente antipatici :P), un po' perchè comunque è proprio la forzatura che mi ha fatto pensare che, anche se sotto sotto, qualcosina di vero c'è ;)
Grazie per la lettura piacevole, lo passo a Mimonni non appena possibile :) 


Journal Entry 17 by mimonni from Como, Lombardia Italy on Sunday, June 28, 2009

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passatomi da Lizzyblack. grazie :) 


Journal Entry 18 by mimonni at By Mail, Book Ring -- Controlled Releases on Wednesday, July 08, 2009

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Released 5 yrs ago (7/8/2009 UTC) at By Mail, Book Ring -- Controlled Releases

CONTROLLED RELEASE NOTES:

CONTROLLED RELEASE NOTES:

ho trovato molti luoghi comuni in questo libro, ma trattati con molta ironia e divertimento. le diversità vicine o lontane si assomigliano tutte: il milanese vede i difetti del romano e un iraniano non ci tiene a essere preso per un pakistano.
ognuno vuole stare con chi gli somiglia, con chi ha le stesse credenze e tradizioni sprecando così un enorme patrimonio di "diversità" che potrebbe aprirci altri punti di vista.
grazie per il ring, è partito oggi verso eowyn.

buona lettura 


Journal Entry 19 by wingitalianeowynwing from Prata di Pordenone, Friuli Venezia Giulia Italy on Friday, July 10, 2009

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È con me :) 


Journal Entry 20 by wingitalianeowynwing from Prata di Pordenone, Friuli Venezia Giulia Italy on Sunday, July 12, 2009

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In barba ai miei buoni propositi pre-laurea me lo sono letto.

Lo avevo in wishlist dopo aver ascoltato l'autore a PordenoneLegge 2008: era moderatore all'incontro "Tra lingua madre e lingua sorella" in cui 3 giovani donne (un'indiana, una albanese, una egitto-zairese) discutevano del loro essere immigrate e aver deciso di scrivere non nella loro lingua madre, ma nella loro lingua sorella (o "zia", come ha precisato una di loro), proprio come ha fatto Amara.
Sono rimasta colpita e ho deciso di leggere i libri di tutti e 4.

Questo, "Scontro di civiltà ecc" è il secondo, dopo "Amiche per la pelle" di Laila Wadia. In comune hanno il ritratto di un palazzo multiculturale e multietnico che ritrae alcuni luoghi comuni e stereotipi sia degli stranieri sia degli italiani. Sto seriamente iniziando a chiedermi se siano davvero tutti luoghi comuni, a questo punto.
Amara è bravo nel dipingere questa pluralità di situazioni e onore al merito a lui per aver saputo tratteggiare anche un curioso caso di razzismo fra poveri che spesso viene taciuto: il bengalese che odia i fascisti italiani (e i mangiatori di pizza! LOL), ma vorrebbe nuclearizzare i pakistani, ad esempio. Purtroppo è un fenomeno che ho osservato anche nella mia quotidianità: albanesi che disprezzano i rumeni; marocchini che odiano gli "africani neri"; tutti che guardano male i cinesi...
Mi è piaciuto molto anche il diverso punto di vista con cui ci è sato di vedere le situazioni riportate: diverso pdv che è alla base della convivenza civile, del rispetto e della comprensione, IMHO.
Il tutto è sapientemente condito da ironia e sottile presa-per-il-culo, che non guasta mai :P

Grazie maquantocimette. Ora mi metto in contatto con azalais. 


Journal Entry 21 by devonpennyblack from Bordighera, Liguria Italy on Thursday, July 23, 2009

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Arrivato. 


Journal Entry 22 by devonpennyblack from Bordighera, Liguria Italy on Tuesday, August 11, 2009

7 out of 10

Più che un libro è una fotografia di questa Piazza Vittorio che rappresenta una sorta di microcosmo dove convivono persone di diversa origine, nazionalità, lingua, religione, cultura, condizione economica e sociale. Uno spaccato degli italiani e del loro atteggiamento verso gli extracomunitari visto però con gli occhi di un algerino condito di molta amarezza, sarcasmo e tristezza.
Originale l'impianto, questo far parlare i personaggi in prima persona e far dire loro cosa pensano e come vivono nel quotidiano la loro situazione individuale e quella comune; una vera e propria raccolta di testimonianze da cui emerge quanto varia sia l’umanità e come difficile, se non quasi impossibile stabilire linee di condotta uniche per tutti tanto diversi sono i modi di essere e di vivere
 


Journal Entry 23 by conteRoccabruna from Sanremo, Liguria Italy on Thursday, October 01, 2009

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Passaggio a mano effettuato! 


Journal Entry 24 by conteRoccabruna from Sanremo, Liguria Italy on Saturday, October 17, 2009

9 out of 10

Divertente e soprattutto si legge in un fiato: pregi innegabili di questo libro! C'è di più. La struttura un po' ripetitiva e la lingua semplice e parlata conferiscono al romanzo una sua originalità, che consiste nella narrazione prospettica. Qui non si tratta solo di una tecnica di scrittura (ogni personaggio si racconta e racconta dal suo punto di vista l'accusato d'omicidio, per intenderci alla Fruttero, che non mi è piaciuto gran ché...); la scrittura prospettica serve allo scrittore per evitare di cadere nel pozzo della verità alla Sciascia. Certo non è un libro impegnato, né di denuncia né di intrigo giallo a sfondo sociale. Amara Lakhous però racconta che cos'è l'emigrazione attraverso la costruzione prospettica dell'identità di Amedeo-Abdul e chiude la rete di questa "verità" complessa con gli "ululati" dell'anima. Resto così criptica immaginando di parlare con chi il libro l'ha già letto, e sa di cosa tratta. Attraverso questa costruzione prospettica della "verità", il romanzo penetra l'umanità che qui si chiama Amedeo-Abdul. Mi sembra che una chiave interpretativa, o meglio una "recensione" efficace del romanzo stia nella copertina: una tela di ragno che si dipana da Amedeo attraverso i personaggi e la narrazione ossia la testimonianza dei protagonisti che tessono questa ragnatela intorno al cadavere del Gladiatore. Un plauso dunque all'illustrazione di Chiara Carrer!
Come il film citato "Divorzio all'italiana", il libro si cimenta nella sceneggiatura di una commedia, dove i contrasti dell'umanità preludono a un cambiamento degli usi sociali. La trama è tessuta dalla quotidianità del razzismo che è la casa in cui abita l'identità di ciascuno di noi, come il palazzo di piazza Vittorio. Il razzismo è stretto ancor più in quell'ascensore, un abitacolo il cui uso traccia di netto le differenze. Iqbal lo usa per meditare; il professore per raggiungere casa senza affaticare il cuore; Maria ha il divieto di usarlo perchè è troppo grassa; il cagnolino ne approfitta per far pipì al calduccio, il Gladiatore per pisciare in spregio alla superiorità dell'uomo sul cane... Ma il libro non è un'accusa, né una ricerca antropologica a favore dell'integrazione: il razzismo è l'altra faccia dell'io-esistente, ossia la frontiera tra me e l'altro. Il razzismo colpisce soprattutto chi non sta bene con se stesso: paradossalmente in tutte e due le direzioni! Maria si offende se Rosa le da della filippina, perchè lei è peruviana, ma vorrebbe tanto poter offendere Rosa Esposito, napoletana del sud immigrata a Roma e che sta male con se stessa proprio perchè come lei è trapiantata lì...
Gli usi sociali però stanno già cambiando: l'omicidio nell'ascensore ci dice questo. Certo è un nuovo costume editoriale: un romanzo algerino intitolato "Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda" è riscritto in italiano dallo stesso autore con il titolo noto, che riconsegno al giro del ring! Nè di lingua madre, né di traduzione, ma di duplice lingua o molteplice identità è questa nostra realtà....
GRAZIE ringmaster 


Journal Entry 25 by claudia1964 from Civitanova Marche, Marche Italy on Wednesday, October 21, 2009

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E' arrivato. 


Journal Entry 26 by claudia1964 from Civitanova Marche, Marche Italy on Saturday, November 21, 2009

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Mi ha deluso un pò questo libro, mi sembra infarcito di luoghi comuni sul razzismo e comunque, come ha scritto Towandaa, mi ha lasciato insoddisfatta, senza andare a fondo nello sviluppo dei temi così importanti di cui tratta. Mi aspettavo qualcosa di più pregnate e profondo, ecco. 


Journal Entry 27 by etnagigante from Catania, Sicilia Italy on Thursday, December 10, 2009

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Arrivato 


Journal Entry 28 by etnagigante from Catania, Sicilia Italy on Thursday, February 25, 2010

7 out of 10

Dopo la lettura di questo libro mi si ripropone una domanda che può sembrare una battuta: viviamo in una società multirazziale o multirazzista?
Amara Lakhous, ripropone ai giorni nostri una vicenda di gaddiana memoria, vale a dire la ricerca di un assassino a Roma.
La vicenda si svolge attraverso i pensieri del principale sospettato alternati alla verità dei tanti condomini dello stabile a Piazza Vittorio o che comunque gravitano attorno.
Sede dell'omicidio e argomento di mille dispute condominiali che sfociano in rivendicazioni bastantemente razziste (in ogni direzione) è appunto l'ascensore.
Tutti, a prescindere dall'etnia o dalla religione, se la prendono con tutti: napoletani, romani, milanesi, algerini, olandesi, peruviani, bengalesi e chi più ne ha più ne metta.
L'autore calca un po' la mano con gli stereotipi ma il risultato è assolutamente gradevole, comico in alcune situazioni o triste in altre e mette in scena ansie, paure e sogni senza distinzioni di razza, sesso o età.
Resta solo da scoprire il vero assassino di Lorenzo Manfredini detto il Gladiatore. 


Journal Entry 29 by etnagigante from Catania, Sicilia Italy on Thursday, May 13, 2010

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Partito ieri per Tilly 


Journal Entry 30 by tilly77 from Cesena, Emilia Romagna Italy on Thursday, May 13, 2010

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arrivato! 


Journal Entry 31 by tilly77 at Cesena, Emilia Romagna Italy on Saturday, August 07, 2010

8 out of 10

Un giallo sui generis e a più voci che si legge in un baleno e lascia al lettore più di uno spunto di riflessione sull'integrazione e la percezione dell'altro, divertente e amaro insieme.

Grazie mille ringmaster, riparte appena ho l'indirizzo di chi segue! 


Journal Entry 32 by tilly77 at -- via posta o passaggio a mano --, Emilia Romagna Italy on Monday, August 30, 2010

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Released 3 yrs ago (8/31/2010 UTC) at -- via posta o passaggio a mano --, Emilia Romagna Italy

CONTROLLED RELEASE NOTES:

in partenza per emotionally 


Journal Entry 33 by Emotionally at San Giovanni Teatino, Abruzzo Italy on Tuesday, September 14, 2010

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Il libro è con me....grazie ^^ 


Journal Entry 34 by Emotionally at San Giovanni Teatino, Abruzzo Italy on Wednesday, November 17, 2010

10 out of 10

Il libro è ripartito stamattina alla volta di chiocciolina.
L'ho trovato davvero stupendo: la caratterizzazione dei personaggi, il modo in cui è strutturato, gli spunti di riflessioni richiamati dai vari punti di vista, rende questo libro interessante e da leggere tutto d'un fiato; non ci si riesce a staccare...

Grazie per il ring...credo che comprerò il libro per leggerlo e rileggerlo... 


Journal Entry 35 by chiocciolina at Fiumicino, Lazio Italy on Thursday, November 18, 2010

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arrivato oggi a tempo di record! 


Journal Entry 36 by MartinaViola at Latina, Lazio Italy on Tuesday, February 22, 2011

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appena arrivato! :)
quando l'ho tirato fuori dalla busta, sembrava di essere entrati da sephora... è il primo ring profumato che vedo! :D vorrà dire che non potrò leggerlo prima di dormire! ahahaah! :D 


Journal Entry 37 by MartinaViola at Latina, Lazio Italy on Sunday, August 21, 2011

6 out of 10

A volte è meglio prendere le scale...
Ci sono passata l'altro ieri a Piazza Vittorio e credo di aver guardato i giardinetti con occhi diversi.
Per un attimo mi è sembrato che ci fosse qualche personaggio del condominio di Lakhous, con tutte le discrepanze tra la sua storia e quella che gli altri gli hanno cucito addosso... e forse questo è l'aspetto migliore del libro, così leggero che le testimonianze che lo compongono sembrano evaporare, appena voltate le spalle al lettore.

Leggerlo è piacevole come gustarsi un bel ghiacciolo in piena estate: le pagine si susseguono come rivoli di frutta che scivolano giù dagli angoli della bocca, senza sforzo.

L'autore ci racconta la storia alternando la versione di ognuno dei condomini riguardo all'omicidio perpetratosi in ascensore e al fantomatico Amedeo, agli ululati di Amedeo stesso: un uomo dalle mille qualità, stimato da tutti, vecchi e giovani, italiani e non. La struttura è efficace, ma dopo i primi i capitoli la prevedibilità della narrazione comincia un po' a stufare e ci si abbandona alla carrellata di capitoli accoppiati in preda ad una sottomessa ineluttabilità.
Lo scontro non è tra persone, ma tra civiltà, come dice il titolo, e infatti ogni personaggio sembra un rappresentante del suo paese, che più stereotipato non si può, come la portiera napoletana che pensa che tutti gli extracomunitari siano albanesi. Questa semplificazione dei personaggi, che sembrano tante bandierine su una mappa, è indispensabile a rendere il tutto piacevole e leggero, senza mai scendere in profondità.
L'autore imbastisce questo thriller inverosimile, con un finale degno di un simpatico umorista, allo scopo preciso di illustrarci la realtà in un quartiere multietinico di Roma, in cui convivono persone di tutte le origini, culture e religioni. Il ritratto dell'italiano medio è spietato: armato di pregiudizi e di ignoranza, si scaglia contro lo straniero, osteggiandolo in tutti i modi possibili, per rivendicare il suo ancestrale diritto di abitare e lavorare la terra dei suoi avi.

L'aspetto migliore, come dicevo all'inizio, è la riflessione sull'incongruenza che spesso nel corso della vita viene a crearsi tra la nostra personale visione di noi stessi e quella che gli altri immaginano per noi.
Chissà come mi vedono gli altri, me lo chiedo sempre... immagino che a volte ci vedano migliori e altre peggiori di quel che siamo in realtà, proprio come in questo libro.

Il libro sta per ripartire alla volta di Cloe89!
mi scuso per averlo trattenuto tanto a lungo... xD 


Journal Entry 38 by cloe89 at Turi, Puglia Italy on Tuesday, August 30, 2011

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arrivato oggi! :) 


Journal Entry 39 by cloe89 at Turi, Puglia Italy on Friday, January 20, 2012

8 out of 10

Raccontino piacevolissimo, di facile lettura, ma dal significato profondo. Si tratta di un libro corale, a più voce, di tutti i personaggi che ruotano intorno all'ascensore di Piazza Vittorio. Ma è anche una storia di integrazione, di solitudine, di incubi: e soprattutto di incomunicabilità. Non c'è nulla da fare, per quanto ci si sforzi non siamo mai aperti all'altro, ma lo vediamo solo e soltanto attraverso il nostro filtro. Ci potrà mai essere amore in una società come questa? 


Journal Entry 40 by armonia82 at Napoli, Campania Italy on Sunday, February 12, 2012

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Il ring è con me! 


Journal Entry 41 by armonia82 at Napoli, Campania Italy on Monday, March 19, 2012

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Un giallo corale di piacevole lettura, con dei punti di vista molto condivisibili, tipo questo: "Noi italiani siamo così: nei momenti difficili non ci fidiamo tra di noi, invece di aiutarci. Facciamo di tutto per farci del male. Siamo un popolo che ha il tradimento rint'e vvene?".

Rispedisco il libro a casa sua: grazie, maquantocimette, per il ring! ;)
 




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