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I ragazzi felici di Summerhill
by Alexander S. Neill | Education
Registered by fatamorgana67 of Roma, Lazio Italy on 10/12/2006
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Journal Entry 1 by fatamorgana67 from Roma, Lazio Italy on Thursday, October 12, 2006

8 out of 10

Dal risvolto di copertina:
"Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza? L'esperienza della scuola 'non repressiva' di Summerhill, a cui A. S. Neill ha dedicato la sua esistenza, è un esempio geniale di reinserimento nella società di ragazzi disadattati, il quale dimostra soprattutto che il metodo della libertà funziona. Come sottolinea Erich Fromm nella presentazione a questo libro, "i genitori che vorranno riflettere si meraviglieranno nel rendersi conto di come essi mettano in opera involontariamente nei confronti dei loro figli forme di imposizione e di coercizione. Questo libro suggerisce nuovi significati alle parole amore, approvazione, libertà".

Ho letto con interesse questo libro. Contiene senz'altro degli spunti di riflessione anche se diventa imprescindibile tenere conto del periodo e del contesto in cui é stato scritto. A.S. Neill é nato infatti nel 1883 in Scozia ed ha sperimentato in prima persona, da parte di un classico padre-padrone, le repressive e frustranti condizioni educative che in ogni modo cercherà di combattere.
Molte infatti delle situazioni ottimali da lui propiziate, sia nel contesto scolastico che in quello familiare, si sono poi spontaneamente realizzate nel corso dei decenni trascorsi tra l'esperimento di Summerhill e oggi.
Non bisogna dimenticare che la scuola con cui Neill ha dovuto confrontarsi, quella ufficiale dell'epoca, contrapposta al suo istituto modello, considerava ancora prassi ordinaria, se non addirittura auspicabile, le punizioni corporali come metodo correttivo, per non parlare di ogni tipo immaginabile di vessazioni psicologiche (e da queste ultime, aggiungo, i moderni college inglesi non sono ancora immuni).
E' normale quindi che la libertà di espressione, anche talvolta portata a livelli estremi, sia per reazione strenuamente perseguita dall'autore.
Da parte mia, considerando l'esperienza trascorsa come figlia e quella attuale come madre, sono assolutamente d'accordo sul fatto che la coercizione sia sempre negativa, anche quando sembra portare risultati immediati e ritengo che il miglior metodo per sviluppare le potenzialità (cognitive e caratteriali) di un bambino sia quello maieutico.
Faccio un esempio pratico. Da mio padre ho ereditato il piacere della lettura e lo sforzo continuo di mantenere aperta la mente. Senza però che questo comportasse uno spingermi deliberato da parte sua in questa direzione. Non era necessario d'altra parte, era sufficiente il suo esempio: era solito uscire quando era libero dal lavoro e rientrare con libri (per me e mia madre) sotto un braccio e incarti di dolci o cioccolata nell'altro(chissà, sarà per questo che sono una golosa tremenda e associo spessissimo la lettura al mangiare).
Non lo faceva però per indurmi a leggere ma soltanto perché gli faceva piacere e pensava ne facesse a me.
Quando uscivamo insieme poi passavamo sempre davanti alla libreria all'angolo, per vedere se c'erano novità, visto che lui aveva incaricato il proprietario di mettere da parte eventuali libri in arrivo adatti ai ragazzi: ogni volta per me era una festa e... beh, ho impiegato anni prima di capire che non tutti facevano lo stesso e che per altri bambini un libro non era piacevole quanto un giocattolo.
Magari se mi avesse imposto di leggere o anche solamente mi avesse mostrato la lettura come un impegno invece che come un piacere l'avrei rifiutata (così succede a molti bambini).
Inoltre ogni bambino é diverso dall'altro e di questo bisogna assolutamente tener conto. Anche se mio figlio va ancora alla scuola materna mi é già capitato di scontrarmi con la rigidità dei programmi pedagogici di certe maestre, le quali vorrebbero che i bambini fossero tutti uguali e uniformi.
Si adatta benissimo a questo discorso, e allo spirito degli insegnamenti di Neill, la frase che dà il titolo al bellissimo libro di Grossmann che sto leggendo in questi giorni. Durante l'appassionata difesa del piccolo, esuberante Nono, la dolce Gabi così si esprime, rivolta alla sua insegnante:
"Quelli che secondo lei sono limiti, secondo me sono punti di forza!... Si possono anche definire, giusto per fare un esempio, un'anima da artista! Si! Forse non tutti sono adatti all'inquadramento della scuola! Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag!" (cfr. David Grossmann: "Ci sono bambini a zigzag") 


Journal Entry 2 by fatamorgana67 at Internet point via ostiense 193 in Roma, Lazio Italy on Friday, October 13, 2006

This book has not been rated.

Released 10 yrs ago (10/14/2006 UTC) at Internet point via ostiense 193 in Roma, Lazio Italy

WILD RELEASE NOTES:

RELEASE NOTES:

Lasciato all'OCZ Internet point di via Ostiense 193 


Journal Entry 3 by azimuth from Roma, Lazio Italy on Thursday, November 09, 2006

This book has not been rated.

segnalato tramite www.bookcrossing-italia.com



Ho ricevuto in regalo questo libro da fatamorgana67 per il mio compleanno, direttamente dalla mia lista dei desideri. Mi spiace di aver segnalato con molto ritardo questo libro... spero però di rimediare con una recensione all'altezza del suo regalo. E soprattutto...

GRAZIE FATA!! 


Journal Entry 4 by azimuth from Roma, Lazio Italy on Thursday, November 16, 2006

9 out of 10

segnalato tramite www.bookcrossing-italia.com



La disciplina è lo strumento migliore per l'educazione? Questa frase potrebbe riassumere questo libro. Più che un trattato di pedagogia, è un vero e proprio esempio di come sia possibile ingenerare nei bambini l'amore per la vita, che è alla base di una qualsiasi autorealizzazione, contrapposta ad un'esistenza basata sulla paura, l'odio, la nevrosi.

Il libro di Alexander Neill è l'antologia di due scritti diversi. Il primo, intitolato "La scuola di Summerhill", è un piccolo saggio descrittivo dell'esperienza dell'educatore nella scuola da lui stesso fondata. Il secondo, intitolato "L'educazione del bambino", è più analitico e spiega alcuni meccanismi alla base del metodo pedagogico dell'autore. Utile, anzi fondamentale, è stata l'introduzione redatta da Erich Fromm, che permette anche a chi non ha dimestischezza con la tematica pedagogica di avvicinarsi al testo e comprenderlo, attraverso una chiave di lettura molto chiara.

In breve: la scuola di Summerhill è una istituzione fondata nel 1921 a Dresda e trasferitasi nel 1927 a Leiston, nel Suffolk, a 160 kilometri da Londra. Alla base della decisione di fondare questo istituto vi sono considerazioni di tipo etico di contrasto alla mentalità coercitiva dell'epoca ma anche di critica nei confronti dei movimenti progressisti che già si andavano delineando.


Via con le danze... ma attenti a ballare secondo le regole.Lo strano è che la folla, accetta, in quanto folla, le stesse regole che i singoli individui possono essere unanimi nell'odiare.

Lo sviluppo economico, sencondo Neill, ha facilitato un passaggio da una autorità coercitiva ad una anonima. La prima ha come suoi strumenti le punizioni corporali, l'imposizione di una disciplina e l'erogazione di sanzioni fisiche oppure economiche, e può funzionare solo in una organizzazione fortemente gerarchica, patriarcale. L'economia, avendo allargato la base delle persone che possono vivere senza essere soggetti a comando esterno, ha permesso di superare inizialmente questo quadro di insieme. Purtroppo, per poter funzionare, l'economia ha bisogno di essere alimentata. Le persone non possono essere veramente libere, devono essere addestrate comunque a consumare, spendere e a far girare l'economia stessa. In pratica, il mezzo che diventa fine. Ecco che allora alle punizioni fisiche si sostituiscono quelle psichiche, l'esser messo in disparte, la non accettazione da parte della maggioranza. Dalla paura della frusta si passa alla paura dell'ostracismo, della non accettazione.

Neill si pone, rispetto a questa struttura, in una posizione di rottura.

Prima di tutto, parte dal presupposto che non si possa imporre alcunché, né in forma esplicita né implicita, senza danneggiare il bambino e la sua formazione. Libertà non di fare ciò che più ci piace, beninteso, ma quella libertà che nasce dall'interno dell'individuo. Non è un caso che a Summerhill la frequenza scolastica sia facoltativa, le lezioni possono essere evitate anche per anni. Lo scopo di questa "mancanza di regole" è semplice: chi vuole studiare decide, in piena autonomia, di studiare. La motivazione nasce da dentro, dalla capacità di capire che lo studio può essere piacevole se porta all'autorealizzazione in una direzione scelta.


Ritengo che lo scopo della vita sia la felicità, ed essere felici significa provare interesse per qualcosa. L'educazione dovrebbe preparare alla vita. In ciò la nostra cultura non ha avuto successo. La nostra educazione, la politica, l'economia portano alla guerra. Le nostre medicine non hanno vinto le malattie, la religione non ha abolito i furti e l'usura.

Già da questo punto possiamo comprendere come il messaggio di Neill sia attualissimo. Soprattutto, come consideri la bontà innata un carattere essenziale di ogni individuo, considerando quindi la cattiveria come acquisita da una disciplina scorretta.

Se a qualche genitore questo punto possa sembrare assurdo, perché un bambino senza disciplina non cresce bene, Neill porta la sua esperienza. I bambini che arrivano a Summerhill, i bambini "difficili", sono quelli che approfittano subito di tutte le libertà concesse. Non frequentano le lezioni, non si adeguano alle norme decise di comune accordo. Però, non appena scoprono che non vengono puniti per questo, che non c'è giudizio o condanna, smettono di comportarsi male e iniziano volontariamente a seguire le lezioni, ad adeguarsi alle norme del comun vivere. Il tempo di adattamento dipende, ovviamente, dalla forza della violenza con la quale la precedente disciplina è stata imposta. E' importante, in tal senso, tagliare i legami con la famiglia, perché è in seno ad essa che normalmente si trovano le cause della sofferenza del bambino.

Certo, esistono comunque delle norme: alcune dettate dal buonsenso, altre da una forma di autogoverno. L'autore mette l'accento che la forma scelta per la formazione e revoca delle regole è quella dell'Assemblea Generale, una istituzione dove adulti e bambini sono allo stesso livello. Il fatto che non vi sia una gerarchia neanche nelle cariche di "coordinamento" dei lavori (i segretari e il presidente cambiano ad ogni riunione, e possono essere anche bambini) fa sì che le decisioni siano sentite come collettive e non personali. Eventuali sanzioni per un comportamento scorretto non sono mai intese come punitive, anzi è più facile che ad un atto di odio non si risponda con una punizione. La poca aggressività dimostrata dagli studenti di Summerhill trova la sua logica nel ragionamento di Neill, che spiega che da una punizione nasce la paura di sbagliare, da questa l'ostilità per chi sbaglia e per noi stessi, e quindi l'ipocrisia o la violenza. Di cui il senso di colpa è figlio, proprio perché, per ritornare al discorso iniziale, non voce della coscienza bensì paura di disobbeddire al gruppo di appartenenza.

La conseguenza dello sperimentare la libertà è la sincerità, perché se non si ha paura di essere puniti non è necessario neanche essere ipocriti. Sincerità che si trasferisce anche in altre attività, come il teatro, dove è lo stesso Neill a constatare che il peggiore attore è chi recita anche nella vita, senza seguire il suo cuore.

Neill non è un nuovo profeta, e la sua esperienza, fatta soprattutto di sincerita e riconocimento dei suoi limiti, sta lì a dimostrarlo. In più occasioni spiega che non sempre il modello che ha adottato ha dato i frutti sperati. Alcune volte le sofferenze erano profonde, in altre alcune sedute di psicanalisi, tenute da lui stesso, hanno aiutato i bambini a sviscerare e risolvere le loro sofferenze. Alcune volte ha dovuto scegliere una via di compromesso, tra un completo sviluppo umano e un completo successo economico. In particolare un passo mi ha colpito è stato questo:

Anche se odio i compromessi, devo accettarne uno e rendermi conto che il mio obiettivo principale non è quello di riformare la società, ma di rendere felici alcuni bambini.

Vedere le cose per quello che sono, e cambiarne qualcuna per quello che è possibile.
Un messaggio che questo libro mi ha lasciato forte nell'animo.

Esiste anche un sito della scuola, visitatelo, ne vale la pena.

 


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