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Journal Entry 1 by Auro from Milano, Lombardia Italy on Tuesday, August 30, 2005
letto andando a senigallia in vacanza e concluso in un battito di ciglia. rileggendo adesso le note che ho messo a margine in un lungo viaggio con l'ipod nelle orecchie e la necessità di pulizia interna, beh... un po' mi viene da sorridere. trenta due racconti, alcuni che bloccano lo stomaco, altri più "tranquilli". in alcuni casi comunicano proprio sensazioni diverse, talvolta un sorriso, altre volte l'impossibilità del paradosso. buzzati non dimentica il cinismo, il dolore, la morte, l'attesa (soprattutto questa che tanto ha saputo comunicare nel deserto). ma è anche vero che poi ci sono punte di vera e propria "letteratura". davanti a "inviti superflui" mi sono arresa, sconfitta, dolorante. ma soprattutto arresa. violentata e violenta. lo trascriverei tutto, ma è meglio che ve lo leggiate. sapendo che alcuni inviti, no, non torneranno mai. allora finalmente il cane tacque, lei nel sonno si quietò e quasi sembrava sorridesse, le voci si spensero, tacque la madre, nessun sintomo più di irrequietezza del canarino, la notte ricominciava a passare sulla casa stanca, in altri punti del mondo la morte si era spostata a gonfiare la sua inquietudine.
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