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La trilogia della città di M
by Piero Colaprico | Mystery & Thrillers
Registered by Auro of Milano, Lombardia Italy on 6/26/2004
Average 9 star rating by BookCrossing Members 

status (set by Auro): permanent collection


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Journal Entry 1 by Auro from Milano, Lombardia Italy on Saturday, June 26, 2004

9 out of 10

sono ancora un po' stordita... il libro è di una semplicità quasi imbarazzante, se vogliamo. in fondo non si tratta che della storia di un ispettore della squadra omicidi che affronta tre casi (non a caso - AuroDidascalica - è una trilogia...) e li risolve.
semplice, no? no.
il bello del libro è soprattutto il contorno, il dannato contorno, quello che succede non tanto alla vita privata di Bagni, ma proprio intorno a lui. leggendo le pagine, infatti si rivivono fatti e avvenimenti che hanno marchiato a fuoco gli ultimi anni della vita di Milano, e non solo.
Colaprico riesce in una maniera quasi sottile (io me ne sono accorta all'inizio del terzo racconto lungo, ma poi mi sono ripercorsa tutte le pagine precedenti per ricostruire tutti i collegamenti...) a ricucire gli eventi, interpuntando anche cose forse più banali, come mostre (come dimenticare Dialogo nel buio?), libri, visi, persone (chiarissimo e sottilmente incazzato il riferimento ai funerali di Valpreda e alla sua vicenda giudiziaria) e storie di una Milano (ma anche di un'Italia) un po' più vecchiotta, magari più difficile da ricordare... gli anni Settanta, gli anni Ottanta e i primi anni Novanta. il tutto scecherato dal fil jaune conduttore e da un'autoironia di tutto rispetto (Bagni legge i libri Valpreda/Colaprico...).
Milano ne esce ancora ignara vincitrice, sotto gli occhi dei diversi personaggi: ad esempio è distante ma definitiva per Bagni, lontana e crudele per Tris (l'attacco su Milano del secondo racconto è da perderci la testa... ma tutto il racconto vive in questa continua ambivalenza condotta da Tris fra realtà e ricordo). Il cammeo va alla zona Greco Pirelli, chapeau.
E, ovviamente, come in tutti i libri gialli non mancano la suspence, il colpo di scena e la voglia del lettore di mangiare il libro. I segni dei miei morsi sono più che visibili.
(giugno 2004) 


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